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Tu per te

Por Brigitte Champetier de Ribes.

Esercizio sistemico

Tu per te


Da piccoli, ma anche ogni volta che perdiamo forza, non sopportiamo il dolore degli altri e, inconsciamente, diciamo a chi soffre: “io per te”, “meglio che soffra io al posto tuo”o“Io come te, soffro come te”.

E stiamo sempre peggio, senza trovare soluzione, perché non sappiamo cosa ci sta succedendo. Se la persona che soffre è viva, questa entra in uno stato di dipendenza nei nostri confronti, non prendendosi la responsabilità del proprio destino. Se è invece è defunta, ne risente anche lei, perché perde la possibilità di riposare in pace.

Ce ne rendiamo conto quando ci troviamo a fare qualcosa che non ci va di fare, quando perdiamo la gioia o la forza senza una ragione apparente, o quando manifestiamo sintomi inspiegabili.

Dopo esserti centrata/o,

immagina due posizioni: la tua e quella di un antenato al quale, inconsciamente, stai dicendo “io per te” (senza sapere chi sia né cosa rappresenti).

Per prima cosa, rappresenti l’antenato per alcuni minuti, finché non percepisci tutto il peso che porta.

Poi torni al tuo posto, immaginando o pensando che l’antenato sia di fronte a te, con tutto il suo carico.

Chini il capo davanti a lui. Poi, con tanto amore, gli dici: “tu per te e io per me”.

Lo ripeti più volte, finché non percepisci che l'antenato riposa in pace e tu ritrovi la forza di allontanarti da lui e di andare verso la vita.

Insconsfa