Background Image

Quando qualcuno ci aggredisce o fa del male ad altri

Por Brigitte Champetier de Ribes.

Esercizio sistemico

Quando qualcuno ci aggredisce o fa del male ad altri


1. Quando qualcuno ci aggredisce

Ho davanti a me la persona che mi ha fatto del male.

Le dico (lentamente e senza emozione):

“Mi hai fatto molto male. È stato terribile”.

Ora guardo me stesso, osservo i miei sentimenti verso questa persona e riconosco il mio desiderio di vendetta, la mia voglia di farle lo stesso male o anche più di quanto lei me ne abbia fatto:

“Sono uguale a te.

Ti lascio con le tue fedeltà e le tue responsabilità.

Tu sei amato così come sei da qualcosa di più grande”.

Ora guardo la mia vita:

“Mi rendo conto del male che io ho fatto ad altri. Me ne assumo la responsabilità”.

Ora guardo oltre la persona che mi ha aggredito e mi rendo conto che facciamo parte di un grande movimento di compensazione:

“Ora vedo ciò che i miei antenati hanno fatto ai tuoi antenati”.

Guardo di nuovo quella persona e osservo il cambiamento che si è prodotto in entrambi. Allora posso dirle: “Grazie per essere come sei”.

2. Quando qualcuno fa del male ad altri

Ho davanti a me la persona la cui aggressività mi ferisce o mi indigna. Includiamo anche la vittima.

Guardo negli occhi la persona aggressiva. Prendo coscienza di ciò che provo. Sento il desiderio di vendicare la vittima. Vedo la mia rabbia.

Le dico:

“In te incontro me stesso/a”.
Guardo la vittima e mi inchino al suo dolore. Le dico:
“Vedo il tuo dolore”.
Forse può essere utile dirle:
“Sono una vittima come te”.
Mi allontano da entrambi e, guardandoli, dico:
“Vi prendo entrambi nel cuore. Onoro i vostri destini”.

Insconsfa