Parlare con un sintomo
Individua il sintomo, riconoscilo, sentilo, descrivilo: la sua forma, la sua dimensione, il suo colore, il suo peso, la sua consistenza, di che cosa è fatto, ecc.
Il terapeuta, oppure la persona stessa, avvia il dialogo con il sintomo:
Con la tua mano di luce prendi il sintomo e lo estrai dal tuo corpo. Lo osservi, me lo descrivi (forma, colore, peso, materiale…) e dici ciò che ti suggerisce.
Il sintomo può cambiare forma, ma tu continui a osservarlo.
Ora inizi il dialogo con il sintomo (o con ciò che ne rimane):
Lo ringrazi per averti avvisato di qualcosa.
Gli chiedi:
– come si chiama?
– quando si è manifestato per la prima volta nella tua vita?
– per quale motivo?
– che cosa è successo?
Osservi il suo colore, la sua forma: potrebbero anche cambiare. Senza giudicarlo, lo osservi; è anche probabile che sia collegato a ricordi o simboli…
Gli spieghi che sei nel processo di liberazione, che vuoi ascoltare la sua chiamata e capirla profondamente.
Vuoi sapere di che cosa ha bisogno per scomparire.
Gli chiedi di quali risorse ha bisogno, che cosa devi lasciare andare.
Gli chiedi quale dono desidera da te e glielo offri dal profondo del cuore.
Lo ascolti.
Lo ringrazi, gli offri ciò di cui ha bisogno.
Lo accompagni con rispetto e affetto verso il tuo passato, alla tua sinistra, in un ambiente gradevole che chiuderai, promettendogli che tornerai a trovarlo ogni tanto, ogni volta che si manifesterà, quando avrà bisogno di qualcos’altro, e che gli racconterai la tua trasformazione.
Avrà bisogno che tu gli parli spesso della tua nuova sicurezza.
Ora vedi una sorgente: bevi, ti bagni, ti pulisci, ti lavi.
Ti riempi delle energie dell’acqua, del sole, della terra.
Ti proietti nel tuo futuro prossimo, immaginandoti nella tua trasformazione.
* Dr Claude IMBERT, Faites vous-même votre psychothérapie. Editions Visualisation. Holistique, 2000, p. 7.