La mia responsabilità
Il destino è collettivo, la responsabilità è individuale.
Il nostro destino è un collegamento necessario a tutti i sistemi ai quali apparteniamo. E abbiamo la libertà e la responsabilità di accettare, o meno, e di riconoscere, o meno, quel destino.
La massima forza e la massima fluidità, nel nostro destino, si raggiungono quando lo accogliamo e ci assumiamo la responsabilità di ogni atto della nostra vita.
A gruppi di tre
La persona che decide di iniziare assegna i ruoli: qualcuno rappresenta lei, qualcuno rappresenta il suo destino e lei stessa rappresenta la sua responsabilità.
Dopo qualche minuto, quando il movimento si è fermato, la persona dice al proprio rappresentante: "Ora io sono io e tu sei una mia responsabilità". In questo modo, come risposta alle informazioni appena ricevute dal campo, la persona può prendere una nuova decisione, per esempio guardare la propria responsabilità, camminare con lei o abbracciarla, guardare il proprio destino, accoglierlo, ringraziarlo e così via.
Se la responsabilità o il destino erano distesi oppure guardavano verso un defunto, significa che la persona deve guardare quel defunto, prima di potersi assumere la responsabilità e andare avanti.
(Ricordiamo che i rappresentanti si lasciano muovere e non possono prendere iniziative, né nei gesti né nei pensieri, perché sono mossi dalla risonanza con il Grande Campo, da qualcosa di più grande. Solo la persona che rappresenta se stessa può pensare, parlare o agire)