Il gruppo di appartenenza
Due persone. Se sei da solo/a, passerai alternativamente da un ruolo all'altro e parlerai soltanto quando rappresenterai te stesso/a.
Spesso, pur avendo risolto aspetti importanti della nostra vita non vediamo alcun cambiamento. Una fedeltà al passato ci trattiene, in modo più o meno consapevole.
Ad esempio, potremmo essere stati molto legati ai nostri fratelli e ora non troviamo il coraggio di deluderli con la nostra nuova autonomia.
Oppure con nostra madre o nostro padre, o con un gruppo di amici, un gruppo di riflessione, un gruppo di lavoro; oppure, se siamo donne, con la solidarietà verso le femministe, o, se siamo uomini, verso un determinato gruppo di uomini; oppure ancora con un'ex partner, ecc."
Per quanto ci sforziamo, non riusciamo a cambiare certi comportamenti: nostro figlio non dorme o non mangia, ecc. Senza saperlo, è la nostra fedeltà a un gruppo di appartenenza, anche se non sappiamo di chi si tratti, che ci impedisce di adottare la soluzione che risolverebbe davvero il problema.
Guarire significa diventare più autonomi, più indipendenti. Per farlo, dobbiamo poter sopportare il senso di colpa che proviamo quando cambiamo e diventiamo diversi da certe persone.
In questo lavoro vedremo che non riusciremo diventare autonomi finché il gruppo di appartenenza non ce lo permette. E tale gruppo ci darà la sua approvazione solo quando gli avremo espresso gratitudine per tutto ciò che ci ha dato.
La persona dice all'altro/a "tu sei quel gruppo di appartenenza che non riesco a lasciare, e io sono me stesso/a con il mio problema.
Non è necessario sapere quale sia il gruppo di appartenenza, all'inizio. In ogni caso, rappresentandolo, la persona riceverà le informazioni. Quel gruppo può corrispondere a una sola persona oppure a duecento persone.
Le frasi che la persona può dire sono:
- Ti ringrazio per tutto ciò che mi hai dato.
- Sei stato molto importante per me.
- Con te sono cresciuto/a tanto ed è per questo che ora mi apro a qualcosa di nuovo.
- Mantengo per te un affetto speciale.
Si svolge l'esercizio finché avviene una guarigione nella relazione tra i due e la persona si sente libera di dirigersi verso la vita.