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Fedeltà a un Campo

Por Brigitte Champetier de Ribes.

Esercizio sistemico

Fedeltà a un Campo


Quando migliaia di persone, centinaia di migliaia di persone vivono la stessa emozione, credenza o atteggiamento, questa esperienza genera ciò che R. Sheldrake chiama campo morfico di risonanza. Ne consegue che questo campo esercita un’attrazione irresistibile e gli esseri viventi vengono catturati da tale risonanza, senza poter fare altro che imitare istintivamente l’esperienza di quell’immenso gruppo di persone.

In quanto esseri viventi siamo connessi, da un lato, all’intero nostro sistema familiare (e ad altri sistemi) e, dall’altro, a diversi campi morfici.

La risonanza di un campo ci cattura quando abbiamo vissuto qualcosa, in un determinato momento, con grande intensità. In quel momento entriamo in risonanza con ciò che migliaia di altre persone hanno vissuto. Ma quando finisce ciò che giustificava quell’esperienza, continuiamo comunque a restarci dentro, perché a quel punto, non siamo più in grado di uscire da quella risonanza.

Esercizio:

Si può fare in due o da soli. Qui lo descrivo per una sola persona.

Guardo verso la vita, guardo la vita così com’è, con la morte.

Vedo gli esseri umani, ciascuno con il proprio destino: nascere, vivere, morire.

Ogni vita è pensata e amata da Qualcosa di più grande.

E dietro di me, ciò che è già concluso.

Mi volto verso ciò che è già concluso e lo ringrazio.

E quando provo a volgere di nuovo lo sguardo alla vita, mi rendo conto che qualcosa trattiene il mio sguardo, qualcosa di grande mi attira, e non riesco a lasciarlo.

Ora mi metto nel punto verso cui stavo guardando, sopra una sedia. Sento la forza di quel Campo e aspetto finché non sperimento ciò che questo Campo trasmette. (Se siamo in due, chi rappresenta il campo dice all’altra persona ciò che sperimenta in quel momento).

Torno a essere me stesso/a, prendo coscienza dell’esperienza di quel campo con cui sono in risonanza. Mi rendo conto che questa risonanza mi impedisce di vedere tutto il resto, mi allontana dalla realtà, mi separa dalla vita.

Onoro questo Campo, onoro quella moltitudine di persone che hanno vissuto ciò che ho vissuto io. Mi prostro del tutto affinché questo onore arrivi a tutte le persone. E dico loro: “grazie per essere come siete”.

Rimango in questo atteggiamento di rispetto e di gratitudine finché percepisco che il Campo è diventato piccolo ed è sceso dalla sedia; forse posso persino abbracciarlo, prima di rendermi conto che ora sono libero/a e posso andare incontro alla vita.

Insconsfa