Di fronte a un mio sintomo
Il sintomo può essere dolore, confusione, uno stato ossessivo, inquietudine, mancanza di energia, invidia, eccetera.
Il campo usa ciò che ha a portata di mano per avvisarci, per indicarci qualcuno…
Puoi farlo come visualizzazione o con altre persone.
Ci centriamo e facciamo un respiro lungo e profondo.
Ci sintonizziamo con la nostra coscienza familiare, con tutti i nostri antenati.
Diciamo loro: Grazie.
La persona si posiziona davanti al sintomo. E quando il sintomo guarda in una certa direzione, si mette un antenato che la osserva da quel punto. Là dove guardano l’antenato o il sintomo, collochiamo un altro antenato.
La persona si lascerà guidare da un movimento che la porterà a fare o a dire ciò di cui l’antenato, o gli antenati, necessitano da parte sua: guardarlo, onorarlo, aiutarlo a distendersi e chiudergli gli occhi, o dirgli “ti vedo”, “porto la tua esclusione nel mio cuore”, “sono il/la tuo/a discendente” o “ti voglio bene”…
Poi si allontanerà dall’antenato, per andare lentamente incontro alla vita.
E a un certo punto ringrazierà il sintomo.